IL CENTRO

Bioenergetica Dolce di Eva Reich

Nell’ambito della Salute Perinatale una cautela è necessaria ed una definizione è doverosa.
La Bioenergetica Dolce di Eva Reich non è la bioenergetica di A. Lowen. 
Non ci si può improvvisare con incoscienza e superficialità. 
La Bioenergetica Dolce di Eva Reich è un’approccio terapeutico profondamente diverso e per alcuni aspetti essenziali opposto alla bioenergetica loweniana; infatti utilizza il principio del minimo stimolo in quanto funzione bioenergetica che promuove l’autoregolazione nell’organismo, concezione estranea all’approccio di Lowen.
La Bioenergetica Dolce di Eva Reich è, con le parole di Eva Reich, una Vegetoterapia Dolce. 
Bisogna essere stati formati a lungo in questo approccio per potersi ritenere capaci di insegnare ad altri operatori questa metodologia. 
Questa correttezza professionale e deontologica è fondamentale e necessaria a tutela di tutti, ma soprattutto a tutela della Madre e del Bambino.
Diffidare delle scuole di formazione e di professionisti non espressamente riconosciuti dal CENTRO STUDI EVA REICH, unica agenzia formativa autorizzata sin dal 1995 da EVA REICH alla formazione di Operatori di Bioenergetica Dolce e di Massaggio Bioenergetico Dolce, è un principio di cautela necessario nel rispetto di tutti.

La Bioenergetica Dolce di Eva Reich promuove il processo di attaccamento e sostiene ciascuno nell’essere in contatto con sé e gli altri.

Eva Reich definisce il suo metodo Bioenergetica Dolce perché lavora con la bioenergia e con un minimo stimolo, cioè sotto la soglia del dolore.

Lo scopo della terapia con la Bioenergetica Dolce è di:

 

  • recuperare il processo percettivo del fluire e del pulsare dell’energia vitale nell’organismo
  • riconoscere che i traumi primari hanno un impatto drammatico nelle nostre vite e prevenirne l’insorgenza
  • mettere a disposizione strumenti per curare questi eventi drammatici all’inizio della vita
  • cambiare le pratiche insensibili usate durante il parto e nella prima infanzia che interferiscono con il bonding e con la naturale e autoregolata crescita del bambino
  • sciogliere la corazza corporea ed emotiva dolcemente invece di romperla in modo duro e insensibile, per evitare una ri-traumatizzazione
  • intervenire con il Pronto Soccorso Emozionale per curare il trauma subito dopo il parto e nei primi mesi di vita per evitare lunghi e dolorosi processi di cura futuri
  • integrare altri strumenti rispondenti al principio del Minimo Stimolo nel processo di cura (Polarity passiva, Massaggio metamorfico, Craniosacrale, Osteopatia Biodinamica, Rebhirthing)
  • insegnare strumenti di cura che possono essere usati dai genitori
  • de-enfatizzare la terapia definendo il terapeuta come un equal helper.

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