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Il
lavoro del Pronto soccorso emozionale si basa sulle ricerche di
W. Reich che, nel 1949, realizzava un progetto di ricerca interdisciplinare
l'OIRC, (Orgon Infant Research Center - "Bambini del futuro").
Il Centro studiava e approfondiva la natura di un bambino sano
al fine di capire quali fossero le cause che fanno perdere, già
all'inizio della vita, la vitalità fisica ed emozionale. Tale
studio permette altresì una precisa comprensione di come funzioni
la bioenergia tra madre e bambino e come può essere protetta nel
suo funzionamento.
Reich
ha elaborato un modello funzional-energetico per i processi di
sviluppo del bambino durante la gravidanza, la nascita e nel periodo
dopo la nascita. Già in ognuna di queste fasi il bambino possiede
una sua naturale energia biologica, enormemente produttiva ed
adattiva, che si espande dalle sue proprie fonti, fa contatto
con la madre e inizia a formare l'ambiente secondo i propri bisogni.
Eva
Reich, seguendo le ricerche del padre, ha elaborato i metodi semplici
ed efficaci della Gentle Bioenergetics (bioenergetica dolce) e
ha insegnato in tutto il mondo, sin dagli Anni Sessanta, il modo
di promuovere il benessere e la salute tra madre e bambino nel
periodo pre-peri-postnatale e l'intervento nelle crisi postnatali
con il contatto bioenergetico.
Da
questa base teorica e operativa sono nate in Europa e, in via
di definizione anche in Italia, le Baby Cry Clinic o Centri
di Aiuto al Bambino che Piange con l'obiettivo di intervenire
in modo precoce e specialistico nei casi di difficoltà
emotiva del neonato (pianti frequenti, difficoltà di sonno,
coliche idiopatiche, difficoltà di nutrizione...) e della
famiglia sotto stress.
L'intervento
di Pronto Soccorso Emozionale modellato da Thomas Harms consiste in una serie di incontri,
da un minimo di 3 ad un massimo di 10, tra lo specialista, i genitori
e il neonato in cui la famiglia viene aiutata a decodificare in
maniera efficace i segni del disagio, e a trovare una possibilità
nuova di risoluzione dello stesso riorganizzando le risorse e
le potenzialità disperse nella crisi.
Cosa è una crisi emozionale? Come si forma una corazza
a livello fisico e emotivo in un bambino che blocca la sua naturale
capacità di autoregolazione? Come si distingue un bambino corazzato
da uno autoregolato? Come si ottiene che un bambino abbandoni
il suo ritiro emozionale, per ristabilire subito, prima ancora
che nasca un blocco, il suo compromesso equilibrio bioenergetico,
la sua salute?
Il
bambino sano è autoregolato ed è soprattutto un bambino in
contatto bioenergetico con la madre. Un bambino in contatto con
la madre sente fluire e vibrare l'energia in tutto il suo corpo.
Onde di eccitazione fluiscono nel bambino, che coordina i movimenti
delle braccia, delle gambe, delle mani, del viso e degli occhi
in un'unica espressione di piacere di funzionare. Egli è roseo,
caldo, grazioso e attraente e si lascia amare. Con il suo linguaggio
del corpo esprime salute vibrante e il suo "SI!" alla vita.
Quando
il flusso dell'energia è bloccato, Reich parla del
"NO" che il bambino esprime rispetto all'ambiente. E' la manifestazione
corporea del fatto che il bambino si sente "costretto" a ritirarsi
dal mondo a causa di un conflitto insuperabile. Il flusso naturale
dell'energia biologica, a causa del trauma che è ancorato nel
corpo (sotto forma di contrazioni), è interrotto, non pulsa più
con un movimento equilibrato dal nucleo verso la periferia e dalla
periferia verso il nucleo, e non collega più organi e membra in
un unificato flusso autoespressivo. Il bambino vorrebbe rilassarsi,
abbandonarsi, ma il suo corpo ha perso la possibilità di farlo.
La disintegrazione si manifesta più chiaramente nell'"arc de cercle".
E' interessante osservare come questa forma corporea di reagire,
nell'interazione con la madre, provochi un atteggiamento di rifiuto
nella madre stessa. La perdita del contatto emozionale, cioè contatto
bioenergetico alla base di ogni contrazione biologica di un bambino,
provoca la fine dell'interazione all'interno della diade madre-bambino.
Essi si rifiutano, non si trovano. La coordinazione interrelazionale
si è persa. Si crea uno pseudo-contatto. In
questo contesto energetico-funzionale di perdita del contatto
bioenergetico, il bambino sa, perché lo percepisce a livello emozionale,
che sta perdendo le basi della sua esistenza.
Le
crisi emozionali nelle prime settimane e mesi dopo la nascita
possono avere uno sviluppo drammatico. I genitori si sentono impotenti
e depressi, a volte sono presi da crisi di acuta rabbia nei confronti
dei neonati con conseguenti sensi di colpa e disperazione. Insieme
con i loro pediatri non sanno cosa fare.
Il
PSE si propone di ristabilire, tra madre e neonato, le innate
capacità di amarsi e di autoregolare la loro salute attraverso
il contatto bioenergetico.
Lo scopo dei nostri incontri vuole essere quello di insegnare
agli operatori della nascita a rimuovere tutti gli ostacoli che
si oppongono allo sviluppo e alla maturazione della produttività
e plasticità della bioenergia, che il bambino porta naturalmente
con sé. Gli operatori dovranno imparare a distinguere tra lavoro
con i genitori e lavoro con i bambini.
Lavoro
con i genitori. L'accento è posto sulla regolazione del contatto
bio-emozionale con il bambino: come lo si mantiene o come involontariamente
lo si interrompe. I genitori possono imparare a superare le loro
difese, ancorate profondamente in loro stessi e a vivere nuove
esperienze con il bambino.
Lavoro
con i bambini. Con il contatto corporeo specifico e con il
massaggio bioenergetico neonatale (a farfalla) si tenta di sciogliere
i blocchi di energia e le tensioni corporee. Durante questo lavoro
il linguaggio espressivo corporeo del bambino diventa più armonioso
e il contatto emozionale con i genitori e con il mondo si allarga.
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