IL CENTRO

Il Principio del Minimo Stimolo per la Prevenzione Primaria 

Il Minimo Stimolo  attiva un processo interno in cui l’organismo regola  l’intensità delle proprie risposte in modo “ecologicamente sostenibile” per il sistema vivente.

Una logica elementare farebbe pensare che ci voglia più forza per fare riemergere ciò che è avvenuto primitivamente o riparare antiche distorsioni. Una logica dalla quale non sono lontane molte tecniche di lavoro corporeo o psicoterapeutico. Un simile approccio, psicodinamicamente o muscolarmente molto intenso può però produrre una risposta contrattiva, che rivitalizza il trauma e rinforza la contrazione muscolare del blocco primitivo.

Eva Reich, attraverso l’osservazione, arriva a ipotizzare la strada opposta: quella del minimo stimolo

La sua semplicità nasce dall’adesione alla realtà delle sue osservazioni: quando veniamo toccati si avvia un processo energetico. Se il tocco supera la soglia della sostenibilità o del dolore la persona reagisce “ritirandosi”, come osservavano i Reich nelle amebe o possiamo vedere accadere noi stessi nelle lumachine quando sono toccate con poco tatto. È la naturale risposta a quello che viene percepito come un attacco. Se invece lasciamo che il contatto sia lieve e amorevole, tutto l’effetto energetico che produce è accolto dall’organismo che, anziché ritirarsi, si apre al processo di autoregolazione e bioenergeticamente si   espande.

Nell’Autoregolazione Bioenergetica avviene un processo in cui l’organismo regola l’intensità delle proprie risposte in modo sostenibile per il proprio biosistema.

“Possiamo accedere alla capacità di autoregolazione dell’organismo solamente creando le condizioni che permettono l’apertura e il flusso: solamente creando esperienze di contatto tramite il tocco della pelle, dello sguardo, della voce e della parola, che siano orientate al principio vitale del Minimo Stimolo perché, come sostiene Eva Reich, deve essere necessario, per quanto è possibile, una modificazione del vissuto. Si verifica così un ricollegamento, un re-bonding“. 

Silja Wendelstadt

 “Il mio principio del minimo stimolo assomiglia al comportamento della conchiglia: se toccata dolcemente una conchiglia semiaperta si apre totalmente; se invece la si vuole aprire con forza, si chiude e tale rimane per molto tempo. 
Quando non si resta sotto questo limite della paura o del dolore, esiste il pericolo che la contrazione originaria, il trauma, si ripeta e la corazza si ispessisca anziché sciogliersi. 
In quel caso il corpo è di nuovo in atteggiamento di difesa. 
Con l’aiuto del mio metodo gentile, i blocchi si possono sciogliere e possono emergere emozioni e ricordi di un trauma del primo periodo di vita, che ora può essere affrontato e curato. 
Se l’energia nel corpo fluisce, bisogna permettere a questo processo di svolgersi senza spingere né forzare.
Come quando si sviluppa un rullino e si intinge la foto nella soluzione di sviluppo: quando compare l’immagine non bisogna continuare a sviluppare altrimenti questa scomparirebbe. 
Lo stesso vale per il mio lavoro con quei pazienti che hanno avuto dei traumi all’inizio della vita: il minimo stimolo mette in moto un processo energetico che si sviluppa da sé”. 

Eva Reich

LA SCIENZA CONFERMA

 Il Principio del Minimo Stimolo è in linea con una delle leggi fondamentali della fisiologia scoperta verso la metà del 1800 da Weber ed elaborata pochi anni dopo da Fechner.
Questa legge della fisiologia afferma che la sensazione è sempre proporzionale al logaritmo dello stimolo. Il logaritmo è una funzione matematica che cresce lentamente al crescere della variabile da cui dipende.
Per esempio, il logaritmo di 1, che si scrive log1, vale 0; log10 vale 1; log100 vale 2; log1000 vale 3. Quindi la legge di WEBER e FECHNER ci dice che uno stimolo 10 volte maggiore produce soltanto una sensazione doppia. Questo è un fatto positivo poiché protegge l’organismo dagli stimoli eccessivi.
“Esiste però un risultato sorprendente quando lo stimolo è piccolo.

Infatti, quando la variabile diventa molto piccola, il logaritmo diventa negativo; la sensazione diventa quindi negativa, cosa che può voler dire che la sensazione non è più outbound , cioè rivolta verso l’esterno, ma inbound, cioè rivolta verso l’internocapace quindi di riorganizzare l’interiorità.

Perciò la sensazione interiore prodotta dallo stimolo è tanto più grande quanto più piccolo è lo stimolo” (Margherita Tosi, Centro Studi Eva Reich).
L’attivazione di un processo bioenergetico è intimamente collegata e connessa con il nostro Sistema Nervoso Autonomo, alle funzioni vitali da esso governate. Ha un effetto potente nella totalità dell’organismo perché ristabilisce il fluire dell’energia vitale (flow, il flusso) e si manifesta con il riscaldamento che accompagna l’apertura (glow, il calore fisico ed emotivo).

L’organismo, come ci mostra infatti la fisica dei campi quantistici applicata ai sistemi viventi, è ottimizzato per risuonare sui piccoli stimoli ed accedere a processi di autorganizzazione bioenergetica, implementando e incrementando il proprio processo di salute (Emilio Del Giudice, fisico, Premio Prigogine 2010, Centro Studi Eva Reich).

 

EFFETTI DEL MINIMO STIMOLO NEL PARTO

Quando una nascita avviene nel rispetto del principio del Minimo Stimolo avviene un’esperienza di autentica grazia, sorprendente,  colma di senso e di emozione per chi vi partecipa o vi assiste.

Partorendo, assistendo donne nel parto o anche vedendo parti naturali, in cui il sostegno alla madre sia dato da ostetriche o doule, donne sagge, empatiche ed esperte nel rispettare e riconoscere il processo energetico in atto nella nascita e capaci di entrare in contatto bioemozionale con la partoriente, possiamo sentire la qualità di risonanza e di amorevole rispetto che permea tutto il processo del venire alla luce, e percepire come sia sottile, delicata e preziosa la qualità della presenza dell’essere che promuove questa espansione nella madre e nell’ambiente che assiste.

Così il neonato, che ha potuto vivere attivamente il proprio processo di nascita in un processo di risonanza con la madre,  preserva e mantiene in sé la competenza per completare la sequenza filogenetica di Breast Crawl, di attaccarsi autonomamente al seno, in un processo di attaccamento fisico e psichico alle proprie risorse, fondamentale per la salute presente e futura.

Articoli

Enrico Chiappini, Pierre Madl, Margherita TosiAl di qua del principio del minimo stimolo.

Beatrice Casavecchia, IL PRINCIPIO DI STIMOLO MINIMO NELLE DINAMICHE DELL’ORGANISMO VIVENTE E NEI PROCESSI AUTOPOIETICI DI AUTOREGOLAZIONE BIOENERGETICA, BONDING ED EMBODIMENT.

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